Valerio Tamagni

Valerio è appassionato di birre, ha iniziato a sperimentare in casa e poi un po’ per caso così come succede ha iniziato a fare birra per il locale di sua cognata a Rio Marina. Ha avuto successo è ha deciso di affinare le capacità e di sviluppare la produzione fino a realizzare la Birra dell’Elba in un piccolo birrificio a Rio nell’Elba. Produce dieci etichette, e fra poco anche il luppolo e una birra all’aleatico. La Birra dell’Elba viene venduta principalmente nei locali dell’isola ma inizia ad essere conosciuta e apprezzata anche fuori. 

Come hai iniziato ad occuparti della birra?

Da appassionato, da bevitore sempre alla ricerca di birre nuove, dalle prime prove in casa con gli estratti, con i concentrati fino ai grani di malto d’orzo, luppolo, lievito e acqua come siamo arrivati fino ad ora.

Poi hai deciso di aprire un locale?

La mia cognata, che è in società con me, cercava un locale da aprire e io per scherzo le dissi: la birra te la faccio io. Aprimmo il locale e iniziai a fare la birra, ebbe successo sia la birra che il locale e adesso ogni anno raddoppio la produzione.  Il locale è piccolo ed era difficile sviluppare la produzione della birra lì dentro, così decidemmo di separare le attività anche da un punto di vista gestionale.

Adesso produci  birra non solo per il locale?

Si vende principalmente all’ingrosso alle bottiglierie, pub, ristoranti e hotel sull’Elba e da poco tempo in parte anche fuori dall’ elba.

Come fai la birra?

Faccio birra con metodi tradizionali, cioè mettendo in infusione in acqua calda i grani macinati in modo da trasformare l’amido contenuto in zuccheri semplici, e dopo aver separato la parte solida da quella liquida, il mosto viene bollito e aromatizzato con luppolo e altre spezie. Dopo questa fase il mosto viene raffreddato e portato alla temperatura di fermentazione, aggiunto il lievito e dopo circa due settimane la birra viene infustate, imbottigliata e stoccata in magazzino per la maturazione.

Lo compri già lavorato?

L’orzo si compra già maltato, viene fatto germinare in acqua fredda e ossigenato quando il germoglio è tre millimetri circa viene essiccato. Questa è la maltazione e si fa perché altrimenti non si riuscirebbe dal chicco d’orzo a tirar fuori gli zuccheri e l’amido necessario.

La tua è una birra tutta di orzo?

Principalmente si, anche se in alcune birre utilizziamo anche altri cereali come il frumento e l’avena.

Il vostro è un prodotto qualitativamente diverso?

Per le nostre birre selezioniamo le materie come l’orzo dalle migliori malterie d’ Europa e acquistimo i luppoli in tutto il mondo sempre alla ricerca di nuovi sapori e profumi, abbiamo in progetto la realizzazione di un luppoleto proprio qui a Rio nell’Elba in modo da comprire gran parte della nostra produzione

Cosi diventa veramente birra dell’Elba anche per la materia prima?

Per il luppolo e l’acqua si mentre per l’orzo produrlo  avrebbe dei costi altissimi perchè bisognerebbe mandarlo in malteria e poi riportarlo indietro, è una cosa che si era pensata all’inizio ma non conviene.

Ci crescerebbe, è una questione climatica?

L’orzo cresce da per tutto, lo prendo in Belgio soprattutto per la qualità della malteria non per la materia prima.

Il processo di maltazione non sarebbe possibile farlo qui?

Esistono delle micro malterie ma hanno dei costi troppo alti e non sarebbe sostenibile in rapporta ai litri prodotti

La fermentazione secondaria avviene in bottiglia?

Aggiungendo zuccheri in bottiglia avviene la rifermentazione creando CO2 dopo di che la birra matura e si evolve con il tempo, produciamo anche una birra fermentata in barrique e maturata due anni in bottiglia, per il resto vanno dalle tre settimane ai due mesi e mezzo e poi si mettono sul mercato, questa è tutta la fase della produzione bottiglie o fusti.

All’incirca quanta ne producete?

Facciamo 1000 litri ogni 15 giorni, poi verso la fine del mese si passa a 1000 litri a settimana.

Ha avuto successo la vendi all’Elba ma anche fuori?

Abbiamo iniziato a partecipare a qualche fiera, ci siamo fatti vedere fuori, la gente ha assaggiato la birra, gli è piaciuta e sta andando bene

Quanti tipi ne fate?

Facciamo circa 10 etichette

 

Quali sono le variazioni principali?

La materia prima, perché utilizziamo diversi tipi di malto e di luppolo a seconda delle birre che si devono produrre, e dal tipo di lavorazione perché anche le temperature a cui si fa l’ammostamento sono importanti. Possiamo produrre birre molto diverse anche utilizzando la stessa ricetta, in base ai tempi e alle temperature e ad altre piccole variabili alle quali sottoponiamo il prodotto.

Dove hai imparato?

Voglia di sperimentare, corsi, da per tutto,in  altri birrifici. Siamo sempre in partenza.

Qui sei da solo?

Siamo tre soci, io mi occupo un po’ di tutto, dalle ricette alla distribuzione. Stefano mi dà una mano nella produzione e Laura ci aiuta nell’imbottigliamento.Oltre a noi ci affidiamo a un rappresentante per la vendita.

Per l’Elba?

Si per l’Elba, per il momento fuori vendiamo tutto direttamente finche non si torva un piccolo distributore che abbia le nostre stesse cure per  il prodotto,in modo che arrivi al cliente finale in condizioni ottimali quindi vogliamo che la birra venga tenuta in una certa maniera altrimenti se ce la mettono in un piazzale al sole addio birra. Non aggiungiamo nessun tipo di conservante non pastorizziamo e non filtriamo quindi bisogna stare attenti.

La dimostrazione che i prodotti di buona qualità il mercato li accoglie.

Noi rischiamo sempre di restare a secco, a parte in questo periodo che ho il magazzino pieno, come inizia la stagione abbiamo tutte le prenotazioni, anzi quest’anno si sta muovendo anche prima per fortuna. A differenza anche dell’anno scorso che non si sentiva nessuno, neanche una chiamata stiamo già consegnando poi abbiamo trovato dei clienti a Milano e Roma

Regge il prezzo a portarle fuori dall’Elba?

Con le birre artigianali nazionali siamo in linea, abbiamo fatto dei contratti con dei corrieri che ci prendono quasi quello che ci prenderebbero se fossimo a Piombino. Costa di più far arrivare la materia prima che farla uscire. Me la faccio consegnare a Piombino e poi ho trovato un ragazzo che me la porta con una cifra accettabile però diciamo che per spedire ce la facciamo. Con il corriere si fa dei contratti che si paga anticipatamente quando è finito il credito si ricarica.

Prospettive di crescita?

Si può raddoppiare la produzione di adesso, poi saremo al limite per gli spazi a disposizione. Nei prossimi giorni arriverà  un’altro  fermentatore da 15 ettolitri ma non so ancora dove metterlo. Vogliamo seguire tutte le fasi di produzione puntando più su una crescita qualitativa che quantitativa. Comunque le quantità cresceranno in base alla richiesta se poi si riesce a trovare un piccolo distributore che ci permetta di lavorare anche in inverno sarebbe perfetto.

 

Intervista di Valter Giuliani

www.birradellelba.it