La storia dell’uovo di Pasqua

L’uovo di Pasqua ha origini molto antiche che si rifanno a riti legati all’inizio del periodo primaverile visto come rinnovamento della natura e quindi legato alla fecondità. Durante i secoli si sono poi aggiunte altre tradizioni e leggende. L’uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero: c’è quello dipinto, intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta. Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un’origine radicata nel lontano passato. Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità.

Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita. L’uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell’allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare. Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa. Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba. Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

Le uova di Pasqua raggiunsero l’apice della raffinatezza in Russia alla fine del XIX secolo. La Pasqua era una data molto speciale nella Russia degli zar: tutti si salutavano e si baciavano dicendo: “Cristo è risorto”. Ricevevano allora la risposta: “Veramente, Cristo è risorto”. In seguito si scambiavano regali che, quasi sempre, erano uova naturali colorate in modo molto bello, una tradizione tra i popoli slavi che si sparse per l’Europa. In occasione della Pasqua del 1885, lo zar Alessandro III decise di offire alla zarina, non un semplice uovo naturale decorato artisticamente, ma un uovo fatto d’oro, lavoro che fu commissionato al miglior gioielliere di San Pietroburgo: Peter Karl Fabergé. La domenica della Risurrezione, la zarina ricevette dalle mani dello zar un gioiello di affascinante bellezza, fatto tutto in oro, argento, smalto e rubini. A partire da quel giorno, tutti gli anni lo zar faceva un nuovo ordine, e Fabergé cercava di superare la bellezza e l’originalità del gioiello che aveva fatto l’anno precedente. Fu in questa maniera che si formò la favolosa collezione di 56 uova di Pasqua proveniente dalla Casa Imperiale russa, famosa in tutto il mondo. Ciascuna di queste “uova” è un autentico capolavoro, un dono non soltanto per gli occhi ma soprattutto per l’anima.

L’usanza di scambiare le uova di Pasqua – nata all’interno della  Chiesa Cattolica a partire da una necessità domestica – ha acquisito una connotazione religiosa, si è sparsa per il mondo e ha raggiunto infine questa raffinatezza di arte e civiltà.

I cinesi, gli egizi e i popoli del bacino del Mediterraneo, avevano anche l’abitudine di regalare uova nelle celebrazioni delle stagioni dell’anno. Di solito erano le comuni uova di gallina, che erano bollite insieme alla barbabietola per diventare colorate. Le uova non sempre dovevano essere mangiate. Esse costituivano doni che simboleggiavano l’inizio della vita. La tradizione di omaggiare l’arrivo della primavera con la distribuzione di uova ha avuto seguito durante il Medioevo tra i popoli pagani dell’Europa. La distribuzione di uova decorate in certe solennità era più consueta in mezzo alla gente più semplice, con meno risorse. Aderendo a questa usanza popolare, i nobili e le personalità importanti la arricchirono di una caratteristica culturale: le uova cominciarono ad essere ornate con scene dipinte, spesso fatte da future celebrità del mondo artistico.

Ci furono re che usavano festeggiare la Pasqua regalando ai loro sudditi delle uova fatte d’oro. Nell’Inghilterra del X secolo, il re Edoardo I (900-924) usava regalare alla realezza e ai suoi sudditi uova bagnate in oro o decorate con pietre preziose. Secoli più tardi, Luigi XIV di Francia le inviava, dipinte e decorate come dono pasquale. La Chiesa nel XVIII secolo, cominciò ad adottare l’uovo come uno dei simboli della risurrezione di Cristo. Migliaia di uova colorate cominciarono ad essere benedette e distribuite tra i fedeli. Nella Pasqua, la celebrazione della morte e la risurrezione di Cristo è un momento speciale per far riflettere i cristiani sul significato della Redenzione dell’umanità e per gioire delle conquiste del Divino Salvatore sul demonio, sul mondo e sulla carne.
Molti non riescono a capire bene quale sia il rapporto esistente tra questa celebrazione di carattere religioso e l’usanza di regalare alle persone le Uova di Pasqua.

Per rispondere a questa domanda dobbiamo andare un po’ indietro nella storia, tornare all’epoca precedente a Gesù Cristo. In alcune antiche culture sparse nel Mediterraneo, nell’Est Europeo e in Oriente, si osservava il costume di regalarsi a vicenda le uova. E di solito ciò accadeva quando i fenomeni naturali annunciavano l’arrivo della primavera: stagione che preannuncia e celebra la ripresa della vita nella natura. Proprio per questo motivo le uova da regalare in quella occasione erano dipinte con immagini che ricordavano qualche tipo di vegetale o un altro elemento naturale legato alla vita. Questa usanza attraversò l’Antichità mantenendosi viva in popolazioni pagane che abitavano l’Europa durante il Medioevo. L’ingresso di questo uso nelle festività e nelle commemorazioni cristiane, avvenne soprattutto dopo il Concilio di Nicea, svoltosi nell’anno 325 dell’era Cristiana. In quel periodo i chierici avevano l’espresso compito di espandere la cristianità, ampliando con zelo il numero di fedeli. A patto che non compromettesse la dottrina, la morale e i buoni costumi e ancor di più, che non fosse fonte tendenziosa per il ritorno alle pratiche pagane, alcune tradizioni e simboli religiosi avrebbero potuto essere perfettamente incorporati, tramite adeguamenti, ad altri eventi, feste e commemorazioni consone al pensiero, alla dottrina e alle pratiche cristiane. Senza alcun danno per la fede cattolica, la tradizione di regalare uova avrebbe potuto essere applicata per esempio nella Pasqua, che nel pensiero cristiano è la celebrazione della Risurrezione di Cristo e la sua vittoria sulla morte e con la speranza di una vita nuova. Fu in quella fase della storia che sorsero pitture di immagini di Nostro Signore Gesù Cristo e di Nostra Signora sulle uova che sarebbero regalate in occasione della Pasqua. L’uovo è il simbolo stesso della vita. Nonostante sia apparentemente morto, esso contiene una vita che sorge improvvisamente dal suo interno. E questo è il senso della Pasqua, dopo la morte viene il passaggio per la risurrezione e per la vita.

L’apparizione dell’uovo al cioccolato nella Pasqua risale al XVIII secolo, in sostituzione delle uova sode dipinte, che erano nascoste nelle strade e nei giardini per essere “cacciate” dai bambini. Fu in quel periodo, in Francia, che si cominciò a svuotare le uova naturali e a riempirle. I pasticcieri francesi le riempivano con cioccolato, marzapane o con una mistura dei più diversi ingredienti. E inoltre lo dipingevano artisticamente: senza dubbio una scoperta favolosa dei pasticcieri francesi. Fin dalla fine del XIX secolo le uova di Pasqua non sono più racchiuse nel guscio dell’uovo di gallina. Esse sono fatte totalmente di cioccolata e sono di diverse misure. Alcune sono molto grandi, altre sono più discrete, più piccole. Indipendentemente dalla loro misura, tutte sono la gioia di bambini e ….di adulti di tutto il mondo.

Fonti:

Rivista Arautos do Evangelho, Aprile/2005, n. 40, p. 35
http://www.novomilenio.inf.br/festas/pascoa3.htm
http://www.fashionbubbles.com/festas-tematicas/a-historia-do-ovo-e-outros-simbolos-da-pascoa/