Luisa Ghetti

Luisa Ghetti animo da fornaia mente da blogger, conosciuta per il suo blog “Il mondo di Luvi” ha scoperto casualmente la sua passione per la panificazione. Curiosa, attenta lettrice di testi storici sulla cucina trae soddisfazione dallo sperimentare e dal divulgare la panificazione domestica. Non le piace comunicare ma è diventata una comunicatrice per passione sia virtuale, sia reale  negli show cooking  ai quali partecipa.

 Come è iniziata questa tua passione per il mondo della cucina, dell’alimentazione?

La curiosità è forse la cosa che mi muove da sempre, qualunque aspetto della vita per me è da esplorare. Da piccola uno dei miei ricordi è quello che sono in giardino e cucino con  i tegamini, uso delle piante insieme ai miei cani. Queste sono le mie tre passioni forti: la natura, gli animali, cucinare e creare; da sempre c’è in me la voglia di provare tante esperienze e di riuscire a vedere gli aspetti di queste esperienze nel più ampio spettro possibile.

Nelle tue origini non c’era la cucina,  è una passione che è venuta dopo ?

Non volevo fare la cuoca da grande. In casa mia si cucinava bene, la mia mamma lavorava e cucinava poco ma bene, passavo molte ore con mia nonna, collaboravo per alcune cose, facevo qualche dolce ma fino a 19 – 20 anni, fino a quando non sono diventata quasi indipendente non ho mai cucinato. Quando sono venuta a vivere da sola a Firenze ho provato a far qualcosa ma non mi interessava più di tanto, mi piacevano più altre attività, ho fatto di tutto anche se gli studi sono scientifici. Ho fatto una scuola di cucito a 12 anni con le signore che diventavano sarte, ho ricamato a mano e a macchina, disegnavo sui cuscini sulle stoffe, mi riusciva anche abbastanza bene e quindi la cucina era spenta da una parte. Dopo sono entrata nella famiglia di mio marito ed erano in tanti per cui la cucina era sopravvivere e aiutare, poi sono arrivati i figli, ancora sempre sopravvivere e poi ad un certo punto si è accesa qualcosa, probabilmente l’incontro di persone in internet e mi è interessata di più.

Approccio scientifico e creatività, un pò una miscela di queste due elementi.

Si perché io uso i sensi per le decisioni, ma sono anche molto razionale su certe cose, un misto strano.

Come hai iniziato concretamente, hai fatto dei corsi ?

E’ iniziato tutto per caso perché ho trovato l’annuncio di un corso di panificazione su un giornale mentre ero in una lavanderia ad aspettare, ho telefonato, mi sono iscritta e ho fatto questo corso di panificazione e ho incontrato Piero Capecchi. Anche li non conoscevo la persona, ed è una grande persona, oltre che un fornaio, è un insegnante,  mi sono messa in gioco completamente e ho scoperto che avevo quasi un animo da fornaio. Senza impegnarmi da li ho cercato in internet per vedere se trovavo una impastatrice per poi scoprire che ce l’aveva mia suocera, poi ho conosciuto altre persone interessanti nel  mondo della cucina e da lì è partito tutto.

Un corso di formazione ed è partita questa passione, dopo immagino sperimentazioni, prove in famiglia oppure subito una parte di attività esterna.

Non mi interessava comunicare più di tanto con l’esterno però ho capito che mi piaceva l’ambito  e ho cercato di capire oltre alla panificazione come era il mondo esterno della cucina. Ho frequentato un corso  a Casa Artusi, un paio di corsi di pasta, anche se essendo romagnola qualcosa sapevo, uno di pasticceria e ho cercato di avere un panorama delle mie capacità e di quello che si poteva iniziare ad imparare. Ho scoperto così i miei interessi ……..Io ho pochissima memoria, ho creato delle pagine internet dove memorizzare tutto quello che sperimentavo, quello che mi piaceva lo  memorizzavo e abbandonavo quello che non mi entusiasmava  o non mi coinvolgeva, che non sentivo mio, in sintonia. In modo da poter impiegare le mie energie anche in altro. Così ho creato il blog “Il mondo di Luvi” e  ho scoperto che la gente era interessata alle stesse cose mie e potevo condividere quello che per me poteva sembrare normale e quasi ovvio a persone che ne erano davvero interessate.  

Parallelamente ad apprendere la panificazione e sperimentare è partita la parte comunicativa come una esigenza e poi il blog  ha preso il suo spazio.

Però per me stessa, perché uno dei miei difetti è non voler comunicare più di tanto.

Invece mi pare che il blog abbia raggiunto una buona visibilità, sia molto seguito?

Si soprattutto perché è una cosa personale che non vuole dimostrare niente a nessuno proprio per questo secondo me è originale.

Dopo aver appreso le tecniche per fare il pane e quelle della comunicazione hai cominciato a fare delle attività intorno a queste tue competenze.

Oltre al blog frequentavo alcuni forum di cucina e attraverso questi forum ho conosciuto delle persone che sono diventati amici e mi hanno suggerito collaborazioni, aiuti saltuari o insegnare a qualcuno quello che per me era ovvio. Con un briciolo di incoscienza ho seguito il suggerimento venuto da persone che mi conoscevano da poco ma forse mi conoscevano meglio di me stessa. Sono partita è ho cercato altra gente per insegnare, quindi ho iniziato a fare alcuni corsi a domicilio su richiesta. Come l’organizzazione di un evento o di una cena con gli amici, o qualche lezione di pane e pasta perché in realtà non è cosi complicato, tutti possono farlo se vogliono, se desiderano imparare.

Si possono fare in casa.

Infatti li chiamo panificazione domestica, pur avendo un forno elettrico e un forno a legna a casa mia io panifico nel forno elettrico vecchio di venti anni senza problemi.

Questo è importante stiamo parlando di una attività legata all’ambito familiare che però ha dei contenuti di qualità per riuscire ad avere soddisfazione di quello che si mangia. Hai questo rapporto con quello che hai imparato con la comunicazione, poi immagino con la competenza e la scelta nelle materie prime nei prodotti in quello che si usa, in come si usa?

Sempre ritornando alle coincidenze e agli incontri di persone e di mezzi io ho sempre avuto la curiosità e mi è sempre piaciuto leggere. Nell’ambito dei libri di cucina che non vanno di moda, sulla tradizione da Dumas con il dizionario di cucina, a Neri Parenti che è un libro sulla tradizione della cucina toscana. In realtà è bello riuscire a leggere dei libri dove non leggi solo la ricetta, perché di quelle è pieno il mondo, ma leggi quello che c’è dietro la ricetta, le persone che hanno scritto questi libri. Sono rimasta nella cucina ma tornata alle mie passioni laterali, storia, arte, cultura, la cucina è la scusa ma continuo ad essere un po’ di tutto.

E’ il filo conduttore, quello che tiene insieme tutte questi elementi. A te cosa piace mangiare, cosa prepari ?

Come ti ho detto il mio animo è da fornaio e rimane da fornaio, facendo tutto il giro poi sono ritornata su me stessa. Quando provo a fare un pane, anche un po inventato, mi sento realizzata come quando sto bene con le mie passioni sto in pace con il mondo. E quello è il massimo della realizzazione in ambito culinario, però secondo me quando riesci a far funzionare degli ingredienti anche improvvisati, o nell’ambito di una attività con delle persone, quello è già il massimo per me nella cucina.

Dopo questi anni di esperienze che  hai fatto come la definiresti la cucina, cosa è per te la cucina o la parte di cucina che tu frequenti che tu pratichi?

E’ una forma creativa d’arte di vivere il tempo e lo spazio. Pensa l’altro giorno ho fatto un pane  e mio figlio che mi ha detto questo pane sa di Faenza, che è il paese da dove vengo, romagnolo. Per cui in un attimo, creando una cosa che non c’era prima, tiri fuori sensazioni velocissime, forti che arrivano dallo spazio  e dal tempo e ti viene in mente il pane mangiato da tua nonna che ha 99 anni. Come l’odore dei fiori dei campi a Faenza nel periodo della frutta, ecco per dire ed è una cosa che è nata qui non c’entra niente con quella cosa ed è più di un libro che ci metti del tempo a leggere.

Riesce ad evocare queste sensazioni questi ricordi?

Questo in realtà è quello che mi entusiasma da persona non tanto comunicativa come sono, però con niente, senza far troppa fatica, riesce a toccare le persone dentro.

Nella tua esperienza fatta in questi anni quanto è importante l’origine la tradizione che ci viene dal cibo con l’innovazione che può essere sia tecnica o culturale di questi anni?

Io non ho molta esperienza con l’innovazione non so ancora molto perciò non posso fare un paragone vero e reale. Leggendo, informandomi, sia  con testi del passato, sia tesi moderni che però parlano del passato della tradizione penso che ormai l’uomo ha sperimentato di tutto. Grandi sperimentazioni ti portano alla cultura passata, la tradizione è quasi esotica si toccano alla fine le due cose, a me piace la tradizione e piace il  multietnico che sembrano opposti ma in realtà non lo sono.

Le grandi innovazioni tecniche, intendo dire, anche legate a tecnologie che prima non c’erano.

Secondo me le cose iper tecniche andranno a morire, è più tecnologica una cosa pulita della tradizione, però non ho tutti i parametri per dire questa cosa per fare il punto sull’argomento.

Se c’è stato quale è stato l’evento più importante nel quale, hai cucinato o hai fatto delle lezioni o delle attività ?

Più importante non saprei però mi è capitato diverse volte che in semplici lezioni a casa con persone che non sembravano più di tanto portate, o lo facevano perché era una cosa simpatica, invece li vedi coinvolti con l’occhino luccicante, non vogliono farlo vedere ma si divertono e gli piace.

E questo è per te la cosa più importante?

Si perché vedi che è una cosa che gli scappa, che gli piace anche se in realtà gli avevano dato poca importanza.

Una ricetta che senti tua che ti appartiene?

Una cosa buffa perchè è anche il logo del mio blog: la piadina.

Fatta con quale ricetta?

La ricetta è anche sul blog, però è tutta la storia che è legata alla piadina. La piadina è una cosa personale perché in ogni famiglia c’è ne era una. In casa mia non si faceva perché mia mamma era di origine contadina ma faceva la ragioniera, per cui lavorava e c’era mia nonna che però diceva non si può fare perché ci vuole il testo giusto. In realtà il testo era una pietra di arenaria  che in ogni casa veniva presa, però doveva essere un taglio particolare se no scoppiava una volta su due. Quindi uscita di casa è stata una delle prime ricette che ho tentato di fare, ne ho trovato una mia e poi mi sono messa a leggere tutte le ricerche sulle ricette. In realtà non c’è un disciplinare sulla piadina, non si sono mai messi d’accordo sulla forma, sulla dimensione, se con il lievito o senza. Però la cosa bella è che mio padre dice che in campagna quando era piccolo si mangiava, si metteva il latticello o il latte e anche un po’ di vino per far ubriacare i bambini così stavano buoni. Vedi, poi sai le cose che tuo padre in 44 anni non ti ha mai raccontato e che ti toccano più di una storiella di vita familiare normale.

Per finire un posto dove ti piace andare a mangiare e che vorresti consigliare?

Ho due posti che mi piacciono tantissimo per le persone e perché non mi hanno mai deluso in tanti anni che sono in toscana. Uno è a Pistoia  La Bottegaia  è una vineria che si è trasformata da piccolo locale, dove si andava a prendere un bicchiere di vino e formaggio più di venti anni fa quando si usciva dal cinema,  in centro a Pistoia. Era guardato come cosa strana esotica, in realtà esiste ancora più grande, gestito sempre dalle stesse persone con spirito uguale ma in sviluppo, è legato un po’ alla tradizione e un po’ all’innovazione.

L’altro è questo antico mulino in Garfagnana che è una piccola rivendita, mescita di vino dove si mangia il panino e i prodotti locali, mai uguali sempre diversi, li puoi mangiare solo lì, non li puoi portare via. L’abbiamo trovato in un giro in moto, ci fermammo non c’era nessuno, ci sono dei tavoli fatti con il legno delle scatole del vino e il proprietario è un signore enorme, gigantesco, dolcissimo che affetta i prosciutti, ti da il bicchiere di vino e se non ne ha voglia non ti serve. Però adesso è stato scoperto e perciò c’è più giro ed è più difficile, mentre prima era uno spettacolo c’era un rapporto personale.

 Intervista di Valter Giuliani

http://ilmondodiluvi.blogspot.it

http://www.labottegaia.it

http://www.vecchiomulino.info