La ricetta di Roberto Bulian

La zuppa dimenticata

 per 6 persone…..

4 cucchiai di extravergine
1 spicchio di aglio in camicia
peperoncino   qb
un bicchiere di vino bianco secco
alloro
finocchietto selvatico/o aneto
400g gamberetti di foce
600 g arselle
600 g cozze
600g chiocciolini di mare
600 g di canolicchi
6 fette di pane casalingo grigliate
200 g dialga marina(la si trova anche al super)
150 g di pomodorini secchi

Preparazione
Metti l’olio nella casseruola….l’aglio, il finocchietto, l’alloro e il
peperoncino, aggiungi i frutti di mare,
aggiungi un bicchiere di vino
chiudi con il coperchio e lascia che i molluschi si aprano.
Aggiungi i gamberetti,

le alghe le cuoci a parte coperte di acqua,

a cottura ultimata….le senti croccanti, le scoli.
aggiungi le alghe alla zuppa e mezzo ramaiolo di acqua di cottura
sale e pepe
fetta di pane agliata e grigliata nel piatti e copri con la zuppa ben calda

La storia………..

Un giorno qualsiasi  nei primissimi anni del 1900
Bocca d’ Arno  a Marina di Pisa…..una delle tante baracche
fatta con i resti delle maree e di ciò che il fiume dava.

Lui …un uomo vecchio che non ha più la forza di andare a pescare…

domenica mattina….ha fatto una fascina di rami di salice
ancora con le prime foglie di primavera l’ha legata stretta stretta e
nel mezzo ha messo una zampa di pollo e qualche pietra per
appesantirla, poi l’ha legata a una cima e la gettata sotto riva in
modo che vada a posarsi lentamente sul fondo.
Sul fornello a legna ha messo acqua a bollire con la cicoria..e
aspetta  seduto vicino al fuoco che escano i suoi parenti dalla messa.
Eccoli tutti seduti intorno a un grande tavolo…due vecchie
botticelle e una grande porta  che il fiume un giorno porto`. Parlano
tutti insieme scherzano ridono e bevono il vino che hanno portato. Il
vecchio si alza e con un grande ombrello in mano si avvicina al bordo
del fiume e comincia a salpare la fascina di salice e poi con molta
cura comincia a scuoterla dentro all’ombrello aperto
Una pioggia di gamberettini saltellanti si riversa nell’ombrello e lui
li raccoglie dentro un catino.
prende un pentolone vecchio come lui e mette olio d’oliva …2
manciate di pomodorini seccati al sole…..uno spicchio di aglio
appena schiacciato……due peperoncini  piccanti e rossi come la
brace tagliati in due…..fa soffriggere il tutto…qualche
foglia di alloro.fresco che cresce sul bordo della strada…….due
ramaglie di finocchietto selvatico dell’anno precedente se
ccato al sole estivo
un pugno di olive nere sotto sale .fa soffriggere  nell’olio per
qualche minuto e poi butta un bicchiere di vino bianco…copre il
tutto con acqua e lascia bollire
dopo un pò assaggia e la sua smorfia di disappunto e` visibile a
tutti..la zuppa sa di poco..non c’e` pesce per farla piu` saporita e
si guarda intorno per cercare una soluzione….ed ecco sorridere prende
il pentolone per il manico e si avvicina alla riva del fiume dove la
paperina ricopre i sassi levigati, ne sceglie alcuni
profumati di mare e di alghe e li mette nella sua zuppa  e poi
rimette il pentolone sul fuoco e fa bollire ancora un po’.
Le donne tagliano fette di pane che abbrustoliscono  sul fuoco e
strusciano con l’aglio……ogni persona una grossa fetta e sopra un
ramaiolo di zuppa di scoglio fatta di amore e di fantasia……un
piatto unico
per stare insieme e ridere di niente…..lui si che per me e` un
grande chef..accidenti se lo e.